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Il Dono Della Parola


La parola pessach significa "salto", un balzo improvviso. La festività di Pessach celebra il "balzo" con cui gli ebrei passarono dalla condizione di schiavi in Egitto alla condizioni di uomini liberi e poi di popolo libero di seguire la Torà.

Il passaggio dalla schiavitù alla libertà è avvenuto in maniera repentina e non certo naturale, ma attraverso miracoli manifesti (le 10 piaghe, l'apertura delle acque del Mar Rosso).

Si celebrano questi avvenimenti con il seder delle prime due sere. La parola "seder' significa "ordine", ed il seder segue infatti un ordine ben preciso: è suddiviso in quindici parti che rispondono a una successione logica ma di significato profondo.

La parte più lunga del seder consiste nella lettura della Hagadà; la lettura è accompagnata da spiegazioni ed approfondimenti legati alla vicenda dell'uscita dall'Egitto. In pratica, la sera del seder si narra e si commenta, si parla. Sicuramente l'organo della bocca è quello più coinvolto nella celebrazione del seder.

In altre ricorrenze prima si procede al pasto festivo e durante o successivamente si studia Torà; a Pessach invece prima si parla e poi si cena (la cena è una delle quattordici parti del seder ed è preceduta dalla lettura della Hagadà).

La festa delle matzot è sicuramente una della ricorrenze più importanti; celebra la liberazione dall'Egitto prototipo della redenzione definitiva ad opera di Mashiach e viene considerata un nuovo inizio, tanto che all'uscita della festa alcuni usano augurare buon anno. Il fatto che si celebri questa ricorrenza attraverso la parola ci insegna che la parola e il linguaggio possiedono una potenza spesso sottovalutata. Spesso si abusa della parola o non se ne fa del tutto uso.

Ma il dono della parola è ciò che caratterizza gli esseri umani, più ancora dell'intelletto. Nella scala dei quattro ordini della natura, mondo minerale, vegetale, animale e umano, il livello più basso (mondo minerale) viene chiamato in ebraico domem, muto, mentre l'uomo viene chiamato proprio medaber, parlante.

Comunicare

La comunicazione è un requisito essenziale della convivenza degli uomini in una società. Una parola sbagliata al momento sbagliato o una maldicenza possono causare un danno irreparabile; viceversa la parola usata con intelligenza e ponderatezza può portare alla salvezza, come è accaduto ai tempi di Egitto.

Possa la lettura della Hagadà realizzare ciò che diciamo alla fine del seder: leshanà habaà b'Yerushalayim, l'anno prossimo a Gerusalemme ricostruita.

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Tratto dal periodico Lechaim

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