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I Numeri del Séder


Il numero quattro è sicuramente uno dei simboli più evidenti del Séder di Pésach. Quattro bicchieri, quattro domande, quattro figli... Perché?

I quattro bicchieri di vino che si bevono al Séder sono stati istituiti dai saggi perché corrispondono alle “quattro espressioni di redenzione”:

Io sono il Sign-re. Vi farò uscire dalle sofferenze dell’Egitto, vi salverò dalla schiavitù, vi redimerò con braccio steso... vi prenderò come Mio popolo, sarò per voi Dio (Esodo 6:6-7).

A che cosa corrispondono a loro volta queste quattro espressioni? Secondo una delle spiegazioni offerte dal Midràsh (Shemòt Rabbà 6), questi quattro verbi corrispondono ai quattro decreti del Faraone.

Il primo decreto assoggettava gli ebrei al lavoro forzato, il secondo comandava alle ostetriche ebreedi uccidere tutti i neonati maschi. Il terzo decretava di gettare tutti i neonati maschi nel fiume e il quarto proibiva agli ebrei di ricevere la paglia per fabbricare i mattoni ma veniva loro richiesta la stessa quantità di mattoni al giorno.

Le quattro espressioni di redenzione corrispondono a questi quattro decreti, per i quali sono stati istituiti i quattro bicchieri di vino. Il bicchiere di vino è un simbolo esplicito di libertà e redenzione, come è detto “innalzerò una coppa di redenzione...” (Salmi 116, 3).

Si osserva però che anche la matzà si mangia per ricordare che “i nostri avi furono liberati dall’Egitto”: perché allora le matzot del Séder sono tre e non quattro?

Le prime tre espressioni di libertà, “vi farò uscire...vi salverò...vi redimerò”, erano aspetti della redenzione che si avverarono contemporaneamente all'episodio dell’uscita dall’Egitto, attraverso un intervento divino miracoloso.

La quarta espressione, “e vi prenderò per Me come popolo,” dipendeva dal merito che il popolo doveva dimostrare di avere per diventare veramente il popolo di D-o. Questo livello fu raggiunto con il dono della Torà sul Monte Sinai, ma solo dopo quarantanove giorni di introspezione e preparazione.

La matzà, che non ha un gusto e quindi non arreca nessun particolare piacere, è il simbolo del coinvolgimento del Sign-re nella nostra vita. Questo aspetto non dipende da chi siamo o da quali siano i nostri gusti. D-o è presente a prescindere dai nostri meriti o meno. Le matzòt, che non hanno sapore, sono quindi tre perché corrispondono alle prime tre espressioni.

Il vino, invece, è apprezzato proprio per il suo gusto corposo e rappresenta la quarta fase, il dono della Torà, che viene raggiunta solo quando il popolo può essere anch'esso apprezzato per il suo "sapore". Di conseguenza, i bicchieri di vino del Séder sono quattro.

Basato sulle opere del Rebbe di Lubavitch

Adattato da Rav shalom Hazan



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Da Pensieri di Torà, una pubblicazione settimanale pubblicata da Chabad a Viale Libia-Roma

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