La crostata di visciole e ricotta è un dolce amatissimo dai
romani, tutti, che per poterne gustare una fetta sono soliti fare una
passeggiata in centro, fino ad arrivare nel cuore della città: il Portico d’Ottavia
con il suo forno. La ricetta originale di questo dolce è segreta e questa è
solo una mia personale interpretazione, in ogni caso buonissima
Crostata di visciole e ricotta
per la pasta frolla:
300 g di farina
200 g di zucchero
200 g di burro
4 uova, solo i tuorli
1 pizzico abbondante di scorza di limone
1 pizzico di sale
per il ripieno:
400 g di ricotta romana di pecora
120 g di zucchero
2 uova
2 cucchiai di sambuca, a piacere
1 barattolo di confettura di visciole, 350 g circa
Disponete la farina e lo
zucchero a fontana, al centro ponete il burro freddo tagliato a pezzettini, il
sale e la scorza di limone grattugiata. Con la punta delle dita pizzicate la farina
con il burro fino ad ottenere un composto sabbioso. Alla fine di questa
operazione il composto dovrà avere l'aspetto di mollica di pane sbriciolata.
Riunite di nuovo la farina a fontana, aggiungete i tuorli e impastate il tutto
velocemente. Anche se la frolla non è perfettamente compatta non importa. non
attardatevi a lavorarla come se fosse pasta all’uovo; la pasta frolla meno si
maneggia è più rimane friabile, al contrario se lavorata troppo tende ad
indurire nella cottura. Chiudete la pasta con della pellicola e fatela riposare
per un minimo di 4 ore nella parte meno fredda del frigo, meglio ancora se la
preparate il giorno prima, sarà più facile da stendere. Una volta fatta
riposare, togliete la pasta frolla dal frigorifero una decina di minuti prima
di lavorarla. Fate scaldare il forno a 170°C. e intanto preparate il ripieno.
Dopo
aver fatto scolare bene la ricotta dal siero mettetela in una ciotola e con una
paletta o una spatola da pasticceria lavoratela accuratamente con lo zucchero,
poi aggiungete il liquore, la cannella, la scorza di limone e solo infine le
uova. Prendete circa due terzi della pasta e, su di un piano di lavoro
leggermente infarinato, stendetela portandola allo spessore di circa 3-4 mm.
Con la “sfoglia” ricavata rivestite il fondo e i
bordi di una tortiera di circa 26 cm di diametro, già ben imburrata e
infarinata. Sul fondo mettete la confettura in un solo strato e poi sopra la
crema di ricotta*. Sempre sul piano di lavoro leggermente infarinato
stendete la pasta rimasta allo spessore circa 3 mm,
poi con l'aiuto di una rotella dentellata, ricavate delle striscioline; con
queste guarnite la superficie del dolce con il classico motivo a grata. Fate cuocere la crostata in forno per circa 1 ora quindi
aspettare che sia ben fredda prima di tagliarla e servirla.
*la confettura stesa sul
fondo a diretto contatto della pasta ne facilita la cottura; al contrario se si
mette per prima la crema di ricotta la pasta tenderà a rimanere umida, morbida
e non fondente come deve essere una frolla ben fatta.
Cosa sono le visciole
Il ciliegio si può dividere essenzialmente in due specie diverse: il
ciliegio a frutto dolce e il ciliegio a frutto acido. Il ciliegio acido si
distingue in tre diverse categorie: le amarene, le visciole e le marasche. Le
amarene sono piante di scarso sviluppo con rami pendenti e foglie piccole, i
frutti sono di color rosso intenso con polpa e succo sono invece chiari. Le
amarene sono usate per la produzione di succhi e sciroppi. Le visciole hanno i
rami dritti con foglie molto grandi, i frutti sono di color rosso brillante
come la polpa e il succo, hanno sapore dolciastro perciò sono utilizzate anche
per il consumo fresco e per produrre marmellate. Infine le marasche che sono
piante di taglia piccola come anche le foglie e i frutti, i quali sono usati
dall'industria per la produzione di liquori
Di Laura Ravaiolichef alla Gambero Rosso Channel.