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L'Otto Vincente


Carino il gioco di parole…si tratta appunto del numero otto e non del lotto… Questo sabato, l’ottavo giorno di Chanuccà, è conosciuto nella letteratura rabbinica con il nome “Zot Chanuccà” che si traduce con “questa è Chanuccà”. Traduzione letterale ma non chiara e insufficiente… che cosa vuol dire? Ebbene, come per tutte le cose, vi è una spiegazione semplice ed altre più profonde. Durante i giorni di Chanuccà si legge il brano della Torà nominato “Chanuccàt haMizbeach”, ossia quello che descrive le offerte dei capitribù fatte nel momento della dedica dell’altare e del Tabernacolo (chanuccà significa inaugurazione e dedica). Visto che i maccabei liberarono e ridedicarono il Santuario, i Maestri hanno deciso che questa è la lettura più adatta per questi giorni. L’ottavo ed ultimo giorno di Chanuccà ha una lettura che inizia con le parole “Zot Chanuccàt hamizbeach…”, ossia “questo è [il reso conto] della dedica dell’altare”… e si procede ad elencare tutte le offerte effettuate durante quei giorni. Questo è quindi il semplice motivo per il quale ci si riferisce a questo ultimo giorno di Chanuccà con il nome “zot Chanuccà”. Cerchiamo di approfondirne un po’ il significato. Il numero otto, secondo la mistica, rappresenta ciò che è nascosto, ciò che non è visibile all’occhio perché trascende i limiti della natura. Perché proprio il numero otto? Semplice! Il ciclo della creazione e dell’esistenza, quindi dei limiti, è rappresentato dal numero sette (il ciclo della settimana che deriva dai sette giorni di creazione-riposo che tutti i popoli conoscono e rispettano). La parola “zot” (questa) indica piuttosto ciò che è visible e quindi indicabile. Arrivati all’ottavo giorno di Chanuccà, al culmine del miracolo, si vive una situazione positivamente paradossale: Si tratta di un miracolo che trascende i limiti della natura ma al tempo stesso è vissuto ed è visibile a tutti. “Zot” – possiamo indicare il miracolo, svelare ciò che normalmente rimane celato. La stessa parola, “zot”, indica anche il patto della Milà (“zot beritì”) che si effettua l’ottavo giorno dalla nascita… anche qui si tratta di un patto che trascende l’esperienza conscia umana e la logica, per arrivare ad un legame che esiste sempre e nonostante qualuqnue ostacolo cerchi di distruggerlo. Ci sarebbe ancora da approfondire ma per ora vi auguro un buon “Zot Chanuccà”! Di rav Shalom Hazan
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Rav Shalom Hazan è direttore di Chabad Lubavitch di Monteverde.

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