La sequenza della festività in questo mese di Tishrei segue uno schema
piuttosto interessante. Incominciamo con i giorni solenni di Rosh Hashanà
durante i quali i nostri pensieri si volgono alle importanti questioni di scopo
e compimento, direzione e destino. Rosh Hashanà è seguito da sette giorni di
introspezione dell'anima, che conduce ad una forte coscienza spirituale. In
seguito, non appena ci avviciniamo al giorno più sacro dell'anno, Yom Kippùr,
facciamo ciò che sembra essere l'antitesi di tutto ciò per cui stiamo operando.
Ovvero, teniamo un pasto festivo! Ancora una volta, il nostro stato d'animo
diventa serio non appena cominciamo un periodo di ventisei ore di spiritualità elevata,
diversa da qualunque altra cosa che sperimentiamo durante l'anno. Di Yom Kippùr,
infatti, trascorriamo la giornata immersi nelle preghiere, senza il bisogno di
mangiare nè di bere, come se la nostra vita derivasse solo da fonti spirituali.
La festività di Succòt, che celebriamo consumando tutti i nostri pasti
nella Succà, commemora le nubi della Gloria che protesse e scortò gli ebrei nei
loro viaggi nel deserto. Il lulàv e l'etròg sono pieni di simboliche
intimazioni dell'unità e gioia ebraica. Un'intera settimana dalla celebrazione
di Simchat Beit Hashoeva, ci trova a danzare e cantare attraverso le notti di
Succòt. Finalmente, il mese di Tishrei, che dovrebbe determinare il tono per il
resto dell'anno, si avvicina alla chiusura con l'estatica, gioiosa allegria di
Simchat Torà. Le ultime scene di questo mese sono molto gioiose mentre gli
ebrei danzano con i rotoli della Torà in completa euforia.
Questo modello suggerisce la via chassidica per vivere il giudaismo.
L'inseguimento della spiritualità è un mezzo per un fine. Infatti, è necessario
portare santità nel mondo organico e corporale, non fuggire da esso in un mondo
di santità. Per questo l'asceteismo è proibito nel giudaismo. Molte persone
propendenti alla spiritualità preferirebbero godere delle altezze di Yom Kippùr
durante il corso di tutto l'anno. Tuttavia questa incorporeità non può
raffinare il brutto materialismo del quale è composto il nostro mondo. E questa
mortificazione non giova al corpo sano che dovremmo avere per compiere i
precetti della Torà.
La santità alla quale aspiriamo a Rosh Hashanà e Yom Kippùr diventa
significativa solo quando siamo capaci di rendere la volgare densità del mondo
fisico e materiale, sufficientemente porosa per assorbire un pò di spiritualità
ed essere dunque elevata.
Questo è il motivo per cui la Torà dice che il pasto prima di Kippùr è
importante quanto digiunare di Kippùr. E questo è perchè Tishrei si conclude
con Simchat Torà. Infatti, otteniamo il massimo della nostra realizzazione,
avviene quando facciamo la connessione tra la gioia che proviamo dalla Torà, e
la nostra esistenza fisica che a sua volta diventa imbevuta e permeata di vita
spirituale.