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Rosh Hashanà nella Torà

Fonti dal testo biblico

E il Signore parlò a Moshè dicendogli così: "Parla ai figli di Israel dicendo loro: Nel settimo mese (tishrì), il primo del mese, avrete un giorno di astensione dal lavoro ricordo del suono (allusione al precetto di suonare lo shofar), sacra convocazione; non eseguirete alcuno lavoro servile e presenterete un sacrificio da ardersi nel fuoco in onore del Signore (Vayiqrà 23, 23-25).

Nel settimo mese, il primo del mese, sarà per voi santa convocazione; non farete alcun lavoro servile, giorno di suono strepitoso sarà per voi. Farete un olocausto, profumo gradito al Sign-re, un giovane toro, un montone, sette agnelli, nati entro l'anno, senza difetto. L'offerta farinacea: fior di farina intrisa nell'olio, tre decimi per il toro, due decimi per il montone. Un decimo per l'agnello, per i sette agnelli. Un caprone per chattàt, per espiare per voi. Oltre l'olocausto di capomese e la sua offerta farinacea e l'olocausto quotidiano e la sua offerta farinacea e la loro libagione secondo la loro regola, in odore gradito, sacrificio da ardere al Signore (Bemidbar 29, 1-6).

Suonerete la tromba nel primo mese, nel tempo fissato quale giorno di nostra festa. Questa è la legge per Israele, legge data dal Sign-re D-o di Ya'akòv (Tehillìm 81, 3-5).

Quando arrivò il settimo mese - i figli di Israele erano già nelle varie città - tutto il popolo si radunò come un solo uomo a Gerusalemme. E Yeshuà, figlio di Jotzadac, con i suoi fratelli sacerdoti come pure Zerubavel, figlio di Shaltiel con i suoi fratelli, si misero a costruire l'Altare del D-o di Israele per offrirvi olocausti come è scritto nella legge di Moshè, uomo di Dio. Ristabilirono l'altare sulle sue basi, malgrado le minacce delle popolazioni vicine e vi offrirono olocausti al Signore, gli olocausti del mattino e della sera (Ezra 3, 1-3).

Giunto il settimo mese i figli di Israele erano nelle loro città . Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo nella piazza antistante la porta delle Acque. Dissero a Ezra, lo scriba, di portare il libro della Legge di Moshè, che il Sign-re aveva dato a Israel. Il sacerdote Ezra portò la Legge davanti all'assemblea composta da uomini donne e da tutti quelli che erano in grado di intendere.

Era il primo giorno del settimo mese. Egli lesse il libro sulla piazza antistante la porta delle Acque, dal mattino presto fino a mezzogiorno, agli uomini, alle donne e a tutti quelli che erano in grado di intendere; e tutto il popolo tendeva l'orecchio al libro della Legge. Ezra lo scriba stava su una tribuna di legno costruita a quello scopo; accanto a lui stavano a destra Matithà , Scemà, 'Anajà , Urià , Chilkià e Masseià ; a sinistra: Pedaià, Mishael, Malkijà , Chascium, Chashbadana, Zecharià e Meshullam.

Ezra aprì il Libro alla vista di tutto il popolo - trovandosi più in alto di tutto il popolo - e quando lo aperse, tutto il popolo si alzò in piedi. Allora Ezra benedisse il Signore, il grande D-o, e tutto il popolo con le mani levate rispose Amen! Amen!, poi si inchinarono e si prostrarono dinanzi al Sign-re, con la faccia a terra.

Yeshuà, Bani, Sherevià , Jamin, 'Accuv, Shabbetay, Hodià , Ma'aseià , Kelità , 'Azarià , Jozavad, Chanan, Pelaià e gli altri leviti spiegarono la Legge al popolo che rimaneva al suo posto. Si leggeva nel Libro, nella Legge del Sign-re, spiegando e dando il senso; e la lettura fu compresa. Allora Nechemià , che era il governatore, ed Ezra, il sacerdote scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo, dissero a tutto il popolo:

Questo giorno è santo per il Sign-re, vostro D-o. Non fate cordoglio e non piangete. Poiché tutto il popolo piangeva, ascoltando le parole della Legge, egli aggiunse: Andate, mangiate vivande grasse e bevete vini dolci e mandate pietanze a chi non ha nulla di pronto, perchè questo giorno è santo per il Signore, non affliggetevi, il gaudio del Signore è la vostra forza. E i leviti calmarono tutto il popolo dicendo: Tacete! Questo giorno è santo! Non affliggetevi!. E tutto il popolo andò a mangiare e a bere, a inviare pietanze e a fare gran festa perchè avevano compreso le parole che erano state loro proclamate. (Nechemià 7, 73-8, 1-12).

Tratto dal sito cyber-derasha.it

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